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giovedì 20 agosto 2015

MARIJUANA È POLITICA Intervista al Marijuana Policy Project


Tra i più influenti gruppi di Washington, D.C., il Marijuana Policy Project (MPP) ha contribuito in modo determinante al successo della legalizzazione della marijuana in Alaska e in Colorado. Ora, conta di replicare la riforma in altri 5 stati americani entro il 2016, con l'obiettivo di porre fine per sempre alla proibizione.




È tutto parte di una macchina molto ben organizzata, e ben finanziata. Negli anni Settanta, fu la National Organization for the Reform of Marijuana Laws (NORML) a guidare la lotta per la riforma della legge sulla marijuana. Il Marijuana Policy Project, fondato nel 1995 da ex membri della NORML, è emerso come forza politica grazie alla sua robusta raccolta di fondi, una efficace campagna comunicativa, una sapiente redazione delle iniziative elettorali e della legislazione.

Allen St. Pierre, attuale direttore esecutivo della NORML, ha spiegato come i sostenitori della riforma hanno fatto proprie le tattiche usate dai movimenti sociali per i diritti delle donne, i diritti civili e i diritti dei gay. 

“Ci siamo organizzati. Abbiamo cominciato protestando pacificamente mediante petizione. Siamo andati nei tribunali chiedendo sollievo. Abbiamo utilizzato la scienza e il linguaggio di persuadere, convincere e vincere. Il tipo di campagna che i militari chiamano “hearts and minds” - “cuori e menti” (tale strategia di pacificazione fu usata in Vietnam per conquistare il sostegno popolare del popolo vietnamita contro l'insurrezione vietcong, anche se poi la guerra prese un'altra piega, ndr).  

I prossimi stati nel mirino del MPP sono: California, Nevada, Massachusetts, Maine e Arizona. Al momento, 23 stati americani, oltre a Washington, D.C., consentono l'uso di marijuana medica. Quattro stati – Washington, Oregon, Colorado, Alaska – e il Distretto della Columbia consentono, ai soli adulti, l'uso di marijuana a scopo ricreazionale.

Al Congresso americano ormai ci si schiera apertamente a favore o contro la liberalizzazione del “pot” - una delle tante espressioni con cui si chiama l' “erba” - in molti si sono già espressi a favore della marijuana medica. I candidati presidenziali sia Democratici che Repubblicani, in vista delle prossime elezioni, usano l'argomento come parte fondante della campagna elettorale. Il Sen. repubblicano Rand Paul sta corteggiando l'industria di marijuana legale – la “Dixie Elixirs” di Denver e la “Greenbridge Corporate Counsel” di Seattle - per donazioni alla sua campagna.

Il presidente Obama ha ammesso di aver fumato marijuana da giovane, ha detto anche che la marijuana non è certo più pericolosa dell'alcol. Ha auspicato una riforma della giustizia per i crimini di droga non-violenti.  

Il Respect State Marijuana Laws Act, introdotto dalla Rep. Dana Rohrabacher, modificando il Controlled Substances Act, vorrebbe cambiare la legge federale in modo da proteggere chiunque produce, possiede, amministra o distribuisce marijuana negli stati in cui queste azioni sono legali. La legge è supportata da sei Repubblicani.

Secondo il Rep. Earl Blumenauer, che da tempo si batte per riformare la legge in materia, il governo federale entro un decennio tratterà la marijuana come l'alcol.

Dall'altra parte, gli oppositori promettono una dura battaglia.

Il maggiore ostacolo ad una totale liberalizzazione della marijuana è rappresentato proprio dal governo federale, che ancora classifica la marijuana tra le droghe più pericolose: “senza uso medico attualmente accettato e con un alto potenziale di abuso”, secondo la Drug Enforcement Administration. La marijuana è Classificata come “Schedule I”, insieme ad eroina, LSD e Ecstasy.

La disparità tra gli stati che hanno liberalizzato la marijuana e la proibizione federale causa confusione per l'applicazione della legge e tensione all'interno dell'industria. Lo scopo ultimo dei gruppi pro-legalizzazione è mettere pressione al governo federale, legalizzando stato dopo stato, per porre fine alla discrepanza.

Il progressivo e costante aumento in tutta l'America di programmi basati sull'uso di marijuana medica sta aiutando a superare lo stigma che circonda la marijuana. Secondo un sondaggio del 2014 a cura del National Public Radio-Truven Salute Analytics, più di tre quarti della popolazione è in favore dell'uso di marijuana medica. Le campagne pro-legalizzazione sono riuscite a rendere molto più accettabile l'uso di marijuana medica e la decriminalizzazione, ma c'è ancora una paura diffusa riguardo l'uso ricreazionale. Solo il 43 per cento è a sostegno della legalizzazione per scopi ricreativi.

I risultati dei sondaggi del MPP mostrano che la gente è più propensa a supportare la legalizzazione quando le si spiega che il “pot” è meno dannoso dell'alcol. Non a caso, questo è diventato l'argomento principale della campagna che ha portato a legalizzare l'uso ricreativo della marijuana in Colorado con l'Emendamento 64, passato nel 2012 con il 55% dei voti. Il Colorado è diventato un modello per le campagne negli altri stati con lo slogan “Regulate Marijuana Like Alcohol”. Lo stesso legislatore che ha scritto l'Emendamento 64 ha scritto una bozza per la proposta di legislazione nel Maine, dove si propone anche un abbassamento delle tasse. Il gruppo locale, Legalize Maine, intende legalizzare il possesso di marijuana per i maggiori di 21 anni e consentire l'autocoltivazione.

Abbiamo interpellato Bobby Lewis del MPP:

1 - Quali sono i principali motivi di opposizione alla legalizzazione dell'uso ricreativo della marijuana?

Uno dei motivi principali per cui continua ad esistere la proibizione è semplicemente l'inerzia; la marijuana è stata illegale per così tanto tempo, è più facile lasciare le cose come sono che cambiarle. Altri argomenti che si sentono in favore della proibizione sono che la marijuana è una “droga di passaggio” verso sostanze più pesanti come eroina e metanfetamina, che è altamente additiva, che la legalizzazione provocherà una pericolosa onda di “autisti sballati”, che normalizzerà e diffonderà l'uso tra gli adolescenti. Inoltre, c'è ancora chi crede alla storia che la marijuana provoca psicosi (come nel film “Reefer Madness”). Di tutti questi argomenti, l'unico valido è la guida sotto effetto di stupefacenti, che si può contrastare senza ricorrere all'incarcerazione di massa. Tutti gli altri argomenti sono deboli, ne è stata dimostrata più volte la falsità.

2 - Potresti spiegare, ad un lettore non specialista, la differenza tra marijuana medica e marijuana ricreazionale?

Diversi tipi di marijuana producono diversi effetti. Innanzitutto c'è la Cannabis sativa con effetto energetico, poi la Cannabis sativa indica, con un effetto più letargico, tutto il resto sono ibridi, un mix di sativa e indica (le percentuali possono variare enormemente). Alcuni ceppi hanno eccellenti proprietà anti-dolorofiche, usate nei pazienti malati di cancro, mentre altri ceppi possono alleviare l'ansietà e la depressione. Una comune idea sbagliata confonde il THC con la marijuana; il THC è l'unico ingrediente psicoattivo – quello che “sballa” - ma la marijuana contiene dozzine, forse centinaia, di questi cannabinoidi. Sono i cannabinoidi che forniscono alla marijuana le sue proprietà mediche, ognuno con diversi effetti. Il più famoso, il CBD, che non produce alcuno sballo, è usato tipicamente per i pazienti affetti da glaucoma o da altre malattie infiammatorie. Si possono selezionare i ceppi di marijuana in base ai loro specifici effetti per aiutare pazienti affetti da diverse patologie. Gli utilizzatori di marijuana a scopo ricreazionale, in cerca dell'effetto inebriante, vogliono i ceppi con maggiore tasso di THC; per loro, gli effetti medici sono del tutto secondari.

3 - Come è possibile considerare ancora la marijuana una droga pericolosa, dal momento che le sue proprietà mediche sono ampiamente riconosciute?

Questa è una domanda complicata, a cui è difficile dare una chiara risposta. Occorre adottare una prospettiva storica. Per lungo tempo negli Stati Uniti la marijuana è stata fortemente stigmatizzata. È diventata un capro espiatorio per rendere gli immigranti Latini e gli Afro-Americani “folli maniaci sessuali”, è stata regolarmente associata al degrado della cultura giovanile, è stata accusata di provocare mancanza di rispetto verso l'autorità, ecc. La verità è che la marijuana è percepita come un pericolo a causa della disinformazione. Finalmente questo sta cambiando, anche se lentamente.

Quando uscì, nel 1936, il film “Reefer Madness”, fu visto come una rappresentazione realistica dei pericoli della marijuana. Settanta anni dopo, è ormai considerato un esempio leggendario dell'eccesso proibizionista, ridicola propaganda. Sempre più persone riconoscono oggi i benefici medici della marijuana. La portata globale di Internet è una nuova strada per imparare e diffondere i fatti. L'interconnessione resa possibile da Internet è un potente strumento per spingere verso la caduta del divieto.

4 - È vero che la marijuana può prevenire e curare il cancro?

Sulla base dell'attuale conoscenza scientifica, no. Ma bisogna considerare che il campo di studi è relativamente giovane. Il nome “cannabinoide” non viene da “cannabis” ma da “sistema endocannabinoide”, che è parte del nostro sistema nervoso. È stato scoperto solo a metà degli anni '90. Lentamente, si sta scoprendo che coinvolge una vasta gamma di funzioni corporee e comportamenti. È ormai appurato che un sistema endocannabinoide funzionale è essenziale per una buona salute.

Attualmente la marijuana viene utilizzata solo per trattare i sintomi del cancro. Tuttavia, alcuni studi preliminari hanno suggerito che il THC e altri cannabinoidi possono essere usati in concerto con altre terapie, solitamente radiazioni, per ridurre le dimensioni del tumore. In un recente studio su topi, la terapia con radiazioni e THC ha ristretto notevolmente tumori cerebrali aggressivi, in molti casi del 90%. Si tratta di risultati molto promettenti che sottolineano l'importanza di questa ricerca.

5 - Lo scorso 29 luglio è stato presentato al Parlamento italiano un disegno di legge che consentirebbe la vendita, il consumo e la coltivazione di marijuana ricreativo e terapeutico, un ibrido tra il modello spagnolo dei Cannabis Social Club e la caffetteria olandese. Cosa ne pensi? Avete qualche consiglio?

Il Marijuana Policy Project sostiene la legalizzazione responsabile della marijuana ricreativa e medica. Crediamo che i pazienti debbano poter avere un accesso sicuro e legale ai farmaci che trattano i loro vari disturbi, mentre i consumatori ricreativi dovrebbero essere in grado di godere in sicurezza e legalmente di una sostanza intossicante molto meno nociva, in assoluto, di alcol o tabacco. Crediamo che i consumatori di marijuana problematici debbano poter aver accesso a trattamenti non-coercitivi di riduzione del danno, piuttosto che essere incarcerati. Criminalizzare la marijuana non fa che creare problemi inutili. Non siamo ben informati sulle specifiche del disegno di legge italiano, ma invitiamo le persone e il parlamento italiani a considerare attentamente la questione e prendere una decisione saggia. Una cosa che possiamo dire è che nei nostri viaggi e nei nostri sforzi abbiamo imparato che la verità è un potente strumento nella realizzazione della giustizia.

Sincerely, Bobby Lewis

Membership Assistant
Marijuana Policy Project
P.O. Box 77492, Capitol Hill
Washington, D.C. 20013
202-462-5747 (phone), 202-552-0969 (fax)
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The marijuana legalization movement begins 16 AGOSTO 2015








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